Ogni anno migliaia di italoamericani, italoargentini e discendenti di emigrati italiani nel mondo scoprono lo stesso ostacolo quando presentano domanda di cittadinanza jure sanguinis: un certificato tradotto male, o senza i timbri giusti, blocca la pratica per mesi. Il comune o il consolato non accetta una traduzione qualsiasi. Serve una traduzione giurata cittadinanza italiana firmata da un traduttore abilitato, con tanto di verbale di giuramento allegato al fascicolo.

Perché Serve Un Traduttore Giurato E Non Una Traduzione Qualsiasi

Un atto di nascita, un atto di matrimonio o un certificato di morte redatto in un paese straniero deve essere tradotto in italiano da un professionista che presti giuramento davanti a un tribunale o a un notaio, a seconda del paese. Questo passaggio trasforma un semplice documento tradotto in un atto con valore legale, che l'ufficiale di stato civile può accettare per ricostruire la catena di cittadinanza da un avo italiano fino al richiedente.

Molte famiglie sottovalutano questo requisito e arrivano a far tradurre decine di documenti da un parente bilingue o da un traduttore automatico, per poi scoprire che l'intero fascicolo viene respinto al primo controllo. Rifare tutto da zero con un traduttore giurato, quando la pratica è già stata presentata, allunga i tempi di attesa che in alcuni comuni superano già i due anni.

Quali Altri Documenti Servono Per La Pratica Di Cittadinanza

Una pratica di cittadinanza jure sanguinis raramente si limita a un solo documento. Servono di norma atti di nascita, matrimonio e morte per ogni generazione della catena, oltre a eventuali certificati di naturalizzazione che dimostrino se un antenato ha perso la cittadinanza italiana prima della nascita del discendente successivo. Come spiega l'articolo di PoliLingua dedicato alla traduzione giurata di documenti ufficiali, gli stessi criteri di fedeltà, timbro e verbale di giuramento richiesti per i documenti medici si applicano a qualunque atto che debba avere valore legale davanti a un ente pubblico italiano.

Organizzare tutti i documenti insieme, invece di far tradurre un certificato alla volta, permette di individuare in anticipo eventuali discrepanze nei nomi o nelle date che altrimenti emergerebbero solo davanti al funzionario comunale, quando è già troppo tardi per correggerle senza rallentare la pratica.

Cosa Dice La Cittadinanza Italiana Secondo Lo Ius Sanguinis

La cittadinanza italiana, come descrive la voce di Wikipedia sulla cittadinanza italiana, si basa principalmente sullo ius sanguinis, il diritto di sangue, e può essere acquisita automaticamente da chi nasce da almeno un genitore o, in certe condizioni, da un nonno cittadino italiano. Questo principio è ciò che permette a milioni di discendenti sparsi tra Stati Uniti, Argentina, Brasile e Australia di rivendicare la cittadinanza a distanza di generazioni.

Proprio perché la catena può risalire a un bisnonno o a un trisnonno, il numero di documenti da tradurre cresce in fretta, e ogni anello mancante o tradotto in modo impreciso rischia di interrompere il riconoscimento a metà percorso.

Perché La Domanda Di Traduzione Giurata Per La Cittadinanza Continua A Crescere

Nel 2020 poco più di 131.800 persone hanno acquisito la cittadinanza italiana, secondo i dati raccolti da Statista sull'acquisizione della cittadinanza italiana, un numero che non comprende le migliaia di pratiche jure sanguinis gestite direttamente dai consolati all'estero ogni anno. Questo volume spiega perché la domanda di traduttori giurati specializzati in pratiche di cittadinanza sia salita costantemente negli ultimi anni, soprattutto nei consolati con le liste d'attesa più lunghe.

Chi affronta questa pratica per la prima volta tende a sottovalutare i tempi tecnici della traduzione giurata, dando per scontato che basti prenotare un appuntamento consolare con largo anticipo. In realtà, reperire tutti gli atti nei paesi di origine, farli tradurre e giurare, e poi farli legalizzare o apostillare, richiede spesso più tempo della stessa attesa consolare. Iniziare questo lavoro con mesi di anticipo, documento per documento, resta il modo più concreto per evitare di dover ripetere l'intera pratica da capo.